Di figlie adultescenti…

Madeleine scorrazza per la sua vita come avesse 15 anni…oggi ha sentito una nuova parole “Adultescente”.

Persona adulta che si comporta con modi giovanili, compiacendosi di ostentare interessi e stili di vita da adolescente.

(Vocabolario Treccani)

Ora, Madeleine, si analizza…

E’ vero, è affetta dalla sindrome di Peter Pan.

Si guarda poco allo specchio e quando si guarda il mondo le crolla addosso.E non parliamo dei selfie….L’animo dice adolescente, la foto “MILF”.

Jeans e scarpe da adolescente, Madeleine voleva le Buffalo ma la figlia, lei sì, adolescente con reale pedigree, lo ha proibito.

Madeleine insegue gli anni che passano, cercando di correre in senso contrario.

Però adultescente, anche no.

Evviva Billie Ellish, ma se c’è da prendere una decisione Madeleine è matura per farlo.

Forse.

scarpe buffalo

Libro: Mi vivi dentro, Alessandro Milan (Audiolibro)

Adoro gli audiolibri perché hanno moltiplicato il tempo che posso spendere per i miei amati libri. Mentre cucino, rassetto o semplicemente sono in giro per commissioni, auricolari e via, verso nuovi mondi.

Questo è, in ordine di tempo, l’ultimo audiolibro “letto”.

Confesso che è stato un suggerimento di audible, e devo dire che ci ha visto giusto.

Tutto è perfetto, la scrittura di A. Milan e la lettura di Jerry Mastrodomenico.

La storia di coinvolge a livello emozionale, accompagnata dalla lettura che è fluida, perfetta.

La storia all’inizio appare come una semplice storia d’amore, che poi diventa famiglia…per scontrarsi con la malattia di Francesca, Moglie di Alessandro, e qui la narrazione si infittisce, tra flashback, presente e forse anche futuro.

Lei è Francesca del Rosso, protagonista e autrice del Romanzo “Wondy” uscito nel 2014, romanzo in cui racconta la “Resilienza”, il suo modo di affrontare la vita e il cancro al seno.

“Mi vivi dentro” è invece, il racconto visto da un’altra prospettiva, quella del marito.

La lettura ti prende, e ami Francy e la sua famiglia.

Consigliatissimo.

Durata 5 ore e 52 minuti

Ti muovi in me

Vent’anni eppure è un giorno…

Manchi, ma sei sempre qui.

Dolce carezza che rivela

Tenero sorriso che illumina…

Vent’anni che vivi dentro me

Eppure è un giorno…

Vent’anni che la mia condizione non ha un nome…

Si dice vedova per chi perde il marito

Orfana, per chi perde i genitori

Ma nessun nome ne nessuna definizione

Per chi rimane madre senza un figlio…

E sono vent’anni che vivi dentro me,

silenziosa eppure urlante,

presenza discreta e totalizzante e

Forse non esiste morte…