A volte le amiche…

cara je,

a prima vista non ti avevo riconosciuta, ti sentivo parlare ma non riuscivo a connettere dove ti avevo incontrata.

Poi, l’illuminazione.

Madeleine, chi sono?

Ed ecco che ti ho ritrovata tra i miei ricordi, tra quegli attimi (e siamo buone, e io e te sappiamo…) di smarrimento in cui potevamo avere in mano il mondo e invece abbiamo dato fuoco a quel po che avevamo perchè ci sentivamo onnipotenti.

Ci conosciamo bene, o meglio , tu conosci me. Me che sono Madeleine, e che ho sempre ancora una cosa da fare per essere libera dal passato…ogni giorno c’è un nuovo passato, perchè ieri è già andato via.Ogni giorno ho qualcosa di cui liberarmi.

A te che chiami l’onnipotente papà come me.A te che quando è l’alba guardi il cielo, come me.

Grazie jessica. Di esistere.

Giornate meravigliose

Madeleine scopre ogni giorno quanto sia bello avere una figlia come la sua. Che le va di cucinare insieme la pasta con la panna, e le va di fare spese al negozio di fai da te  all’angolo.

Oggi ha iniziato a fare un angelo con la testa di legno  e un bel vestitino in feltro, ma madeleine ha scoperto che forse manca un legnetto a fare da collo a cui attaccare il vestito.

A volte madeleine fa pensieri ansiosi. E quando succede le manca la terra sotto i piedi. La vita diventa di colpo insostenibile. E così Madeleine ha deciso di tenere un diario cartaceo, perchè questi cattivi pensieri portano via tutti i bei momenti della sua vita e in un attimo è come se calasse il buio.

Madeleine soffre di disturbo bipolare e gestire la sua “malattia” è difficile, Ora si sente un leone, l’attimo dopo trema come se non ci fosse un domani.

Madeleine le sta provando davvero tutte ma è fatica tutto.

Per ora sta bene, i farmaci sembrano funzionare, ma a tratti deve scacciare i pensieri canticchiando ….quanto tempo ancora…

Ma per ogni minuto in cui respira …grazie Gesù…

 

“Gesù, sei tenue come una corda di violino
e sei bramoso come il mare.
E ti inerpichi sui monti,
scendi nelle valli come qualsiasi tempesta di neve,
ma sei gelido
soltanto di fronte al peccato,
e altrimenti sei il calore e il colore dell´anima,
e tanto dista da te stesso il tuo volto
quanto quello di Dio dal volto del Figlio.

Così, Gesù, hai portato la primavera del sole
in tutte le profondità della terra
e sei sceso a patteggiare col demonio
di cui non avevi paura essendo stato creato dal Padre.

Hai toccato la lussuria, il peccato, la bestemmia,
ma le tue dita non divennero cenere
né vennero invase dal fuoco,
perché, Gesù,
eri soltanto cuore, eri soltanto cuore.
E quando le donne ti toccavano
a poche hai dato il privilegio di sentire
la tua pelle battere sotto il peso del cuore
e dell´eternità”. Alda Merini

Ritrovare se stessi ( e Dio)

Madeleine è tornata.Ha bisogno di recuperare il tempo perduto, le cose non fatte in cui credeva.

Madeleine piccola è cresciuta e prende dolcemente le forme di una piccola donna.

Madeleine ha per amico il mondo


Madeleine ha per amico Dio, gioca con lui a carte e imbrogliare.

Peccato che poi Dio Scopre e madeleine fa una gran brutta figura.  

Madeleine e il Dio Artista…e l’Acquamarina

Una delle cose che più ama Madeleine è l’arte. Perdersi in un dipinto di Kandinsky, ascoltarne il rumore, ovvero la musica. Sentire le pennellate di Van Gogh che attraversano i pensieri, le parole, le sensazioni.

Ogni volta che guarda il cielo Madeleine vede una mano, di un pittore perfetto che disegna le nuvole del cielo. Che marca i tratti di Macchia Mediterranea sul terreno brullo di Sicilia.

A volte un mondo immaginario, ma fatato, è vitale e indispensabile per Madeleine, che tiene nel cassetto quell’ultima cosa da fare per liberarsi dal passato.

L’amore per la vita, la vitalità, i sogni nel cassetto. Ogni cosa appare diversa da come Dio l’ha disegnata.

Dio parla attraverso i colori, attraverso la luce dei cristalli.
Madeleine ha un pendente, in cui è incastonata l’acquamarina, il a cui i marinai affidavano la propria pesca, madeleine ne è tranquillizzata, e vede il suo castello fatato dentro l’acquamarina.

A Madeleine serve un quarzo Fumè, che la aiuti ad inquadrare meglio le sue sensazioni…chissà da dove arriverà. Chissà chi glielo darà in dono…

 

Madeleine e un nuovo amore.

Amare non vuol dire impossessarsi di un altro per arricchire

se stesso, bensì donarsi ad un altro per arricchirlo. 

 

 

Madeleine è di nuovo innamorata. Il mondo intorno a lei non può capire come nè quando una quarantenne scopre il colpe di fulmine. Basta uno sguardo, due parole e il mondo assume una luce nuova DIVERSA.

Ma quando si ha un matrimonio ormai alle spalle, una bambina alle elementari e si vive in Sicilia tutto diventa uno sfuggire, nascondersi…tutto diventa splendido.

Il nuovo amore a quarantanni, è vita. E’ arrossire al solo pensiero e nascondersi quasi da se stessi. E’ pensare di non sapere più nemmeno da dove cominciare, nemmeno a letto…

 

L’amore è vita. La vita a volte ha bisogno di avere una forma virtuale….. 

Il nuovo amore a quarantanni, davanti a un matrimonio che finisce è persecuzione…e proprio per questo Madeleine è tornata a vivere.

Buon giorno, mondo

 

C’è una perfezione nel mondo, assoluta, così come c’è dentro di noi. Non si bussa alle porte, si aprono da sole se l’energia che si è impegnata è quella che poi permette il raccolto!

 

 

 

 

Madeleine sente un uccellino cinguettare per il rumoore di passi sulle scale.

Madeleine è nel suo mondo, nel suo nido.

Un’autoclave interrompe il paradiso e il rumore del mare in lontananza ricompone i pezzi di un puzzle mai terminato.

Il cigolio delle ruote di una vecchia Fiat 500, un padre non ancora vecchio e un cane che abbaia.

C’è un mondo dentro madeleine che aspetta solo di far esplodere il suo Etna, che aspetta di lanciare una quasi 40enne indaco, e vienee un pò da ridere, e forse anche da piangere di nostalgia per un figlio che ora manca….

Indaco, un colore dai mille volti, dalle mille facce.

Madeleine è Zen. Come l’Etna.

Peccato che quando si altera…sono  bip e bip.

Image

Madeleine e DIO.

E’ passato quasi un anno da quando Madeleine ha scritto l’ultimo post.

Caro Mondo, Dio regna e si vede. Madeleine parla e chiacchiera con Dio e Madeleine  ha vita.

Ogni donna ha diritto ad essere, ad amare, a vivere. Ogni bambino ha diritto a essere-

Il mondo è come un grande tappo in un piccoolo lavandino. L’acqua scorre anche se non vuoi.

Lo spirito di Madre Terra abita anche dove non vuoi, è energia, è forza, è vita.

Amare oltre ogni limite, ed amare se stessi. La vita è vita. La vita è amore e certezza di sè.

Ama, vivi, sii te stesso.

 

cavallo cheyenne

un compleanno importante

Gli ultimi mesi sono stati per Madeleine, importanti. Importanti perchè a volte per ricostruire bisogna demolire, uno, 10, 1000 volte.

Le cose iniziano e finiscono e c’è un punto (ok, un’infinità di punti..che poi casualmente formano una retta, infinita per sua definizione) in cui bisogna anche dire basta.

Ritrovare le piccole cose e VIVERE IL PRESENTE. Quel presente che spesso dimentichiamo, alieniamo a favore di un futuro incerto quanto improbabile.

Madeleine ha avuto molti maestri, e in genere questi maestri avevano meno di un anno di vita. E magari erano in un posto asettico, chiamato “rianimazione”, dove a volte l’anima la perdi, la perdi per sopravvivere.

Madeleine ha avuto la grazia di non perderle ma anzi di rifocillarla.

Ma poi una notte quei maestri divenuti angeli, hanno segnato un confine. E madeleine ha deciso che era di nuovo ora di demolire per ricostruire. Per essere felici e tornare nella sua vita un po’ anonima, ma bella e piena di piccole soddisfazioni.

A casa di madeleine c’è sempre una candela profumata, per quegli angeli, ogni giorno. Un gatto seduto su una borsa, una bimba che sorride, e una valigia che adesso desidera solo di rimanere in cantina, in fondo, e non vuol più essere riempita per un altro lido, in cerca di ignoto, di quiete.

Madeleine oggi ha guardato il cielo un pò plumbeo, e ha pensato a un angelo. Un angelo che oggi avrebbe 6 anni, ma avrà due mesi per sempre.

Madeleine pensa alla sua mamma, e spera per lei, le cose semplici, ed ergerebbe uno scudo e le darebbe l’armatura di Iron man.

Madeleine sa che la sua mamma ce la farà, come sempre, magari in un modo diverso, magari ritrovando la strada.

Iron_Man

Madeleine pensa al mare.

 

Facebook e il Narcisista stupido

Faccialibro è uno specchio per Narcisisti incalliti che hanno così l’illusione che un’opinione, anche se malamente e velenosamente scritta raggiunga il creato e si espanda e produca idee.

Peccato che quasi nessuno legga gli status così Armonicamente Elaborati per espandersi nell’universo della rete.

Perché:

A) Di solito se qualcuno legge i tuoi status è perché si illude che attraverso di essa conosca te e la tua vita.

Peccato che sovente in rete si faccia vedere solo il lato che di noi si vuol far vedere. Insomma il trionfo di narciso che abbellisce la sua bacheca con fronzoli vari, a cui vuol dar spessore perché sia lo specchio della sua anima.

Però se l’anima non c’è non c’è, e se hai passato la vita a dirti come sono brava, i passanti che vedono la tua bacheca, sbadigliano- Anche  perché altrettanto impegnati ad abbellire il proprio profilo con status dubbiosi, con tag, hastag e via dicendo.

Hai iniziato a usare Facebook per tenerti in contatto con amici, parenti e conoscenti, o perché ti piaceva poter ficcare impunemente il naso nelle vite altrui, o perché c’era ‘sta ragazza che non sapevi come abbordare. Qualunque sia il motivo che al tempo ti ha spinto a ormeggiare il tuo barcone sul social network, negli ultimi anni il tuo comportamento sulla piattaforma è cambiato. Ti interessa sempre meno degli altri, e sempre più di te stesso, e allora finisce che passi intere ore ad abbellire il tuo profilo, calibrando al millimetro le foto, le tag, i contatti, le menzioni, gli altisonanti status, stregato da un narcisismo a buon prezzo che, in ultima analisi, ti sta rendendo un fallito.

Quello che potrà sembrarvi un mio altezzoso giudizio sommario, è in realtà la conclusione a cui sono giunti la dottoressa Catalina Toma e i suoi colleghi della University of Wisconsin-Madison, dopo aver condotto uno studio su 159 studenti universitari.

Io lo avevo pensato stanotte, e poi stamattina ho trovato la ricerca.

Il problema non è Facebook,. ma che tutti possono scrivere, e allora chiunque si sente autorizzato a spandere conoscenza attraverso il proprio status facebook. Bisognerebbe informarli però che, non sempre, si ha l’autorità del dalai lama per proferire perle di saggezza.

 

Buona giornata, ai miei 2 lettori di stamane!