Ritrovare se stessi ( e Dio)

Madeleine è tornata.Ha bisogno di recuperare il tempo perduto, le cose non fatte in cui credeva.

Madeleine piccola è cresciuta e prende dolcemente le forme di una piccola donna.

Madeleine ha per amico il mondo


Madeleine ha per amico Dio, gioca con lui a carte e imbrogliare.

Peccato che poi Dio Scopre e madeleine fa una gran brutta figura.  

Madeleine e un nuovo amore.

Amare non vuol dire impossessarsi di un altro per arricchire

se stesso, bensì donarsi ad un altro per arricchirlo. 

 

 

Madeleine è di nuovo innamorata. Il mondo intorno a lei non può capire come nè quando una quarantenne scopre il colpe di fulmine. Basta uno sguardo, due parole e il mondo assume una luce nuova DIVERSA.

Ma quando si ha un matrimonio ormai alle spalle, una bambina alle elementari e si vive in Sicilia tutto diventa uno sfuggire, nascondersi…tutto diventa splendido.

Il nuovo amore a quarantanni, è vita. E’ arrossire al solo pensiero e nascondersi quasi da se stessi. E’ pensare di non sapere più nemmeno da dove cominciare, nemmeno a letto…

 

L’amore è vita. La vita a volte ha bisogno di avere una forma virtuale….. 

Il nuovo amore a quarantanni, davanti a un matrimonio che finisce è persecuzione…e proprio per questo Madeleine è tornata a vivere.

Buon giorno, mondo

 

C’è una perfezione nel mondo, assoluta, così come c’è dentro di noi. Non si bussa alle porte, si aprono da sole se l’energia che si è impegnata è quella che poi permette il raccolto!

 

 

 

 

Madeleine sente un uccellino cinguettare per il rumoore di passi sulle scale.

Madeleine è nel suo mondo, nel suo nido.

Un’autoclave interrompe il paradiso e il rumore del mare in lontananza ricompone i pezzi di un puzzle mai terminato.

Il cigolio delle ruote di una vecchia Fiat 500, un padre non ancora vecchio e un cane che abbaia.

C’è un mondo dentro madeleine che aspetta solo di far esplodere il suo Etna, che aspetta di lanciare una quasi 40enne indaco, e vienee un pò da ridere, e forse anche da piangere di nostalgia per un figlio che ora manca….

Indaco, un colore dai mille volti, dalle mille facce.

Madeleine è Zen. Come l’Etna.

Peccato che quando si altera…sono  bip e bip.

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Madeleine e DIO.

E’ passato quasi un anno da quando Madeleine ha scritto l’ultimo post.

Caro Mondo, Dio regna e si vede. Madeleine parla e chiacchiera con Dio e Madeleine  ha vita.

Ogni donna ha diritto ad essere, ad amare, a vivere. Ogni bambino ha diritto a essere-

Il mondo è come un grande tappo in un piccoolo lavandino. L’acqua scorre anche se non vuoi.

Lo spirito di Madre Terra abita anche dove non vuoi, è energia, è forza, è vita.

Amare oltre ogni limite, ed amare se stessi. La vita è vita. La vita è amore e certezza di sè.

Ama, vivi, sii te stesso.

 

cavallo cheyenne

Facebook e il Narcisista stupido

Faccialibro è uno specchio per Narcisisti incalliti che hanno così l’illusione che un’opinione, anche se malamente e velenosamente scritta raggiunga il creato e si espanda e produca idee.

Peccato che quasi nessuno legga gli status così Armonicamente Elaborati per espandersi nell’universo della rete.

Perché:

A) Di solito se qualcuno legge i tuoi status è perché si illude che attraverso di essa conosca te e la tua vita.

Peccato che sovente in rete si faccia vedere solo il lato che di noi si vuol far vedere. Insomma il trionfo di narciso che abbellisce la sua bacheca con fronzoli vari, a cui vuol dar spessore perché sia lo specchio della sua anima.

Però se l’anima non c’è non c’è, e se hai passato la vita a dirti come sono brava, i passanti che vedono la tua bacheca, sbadigliano- Anche  perché altrettanto impegnati ad abbellire il proprio profilo con status dubbiosi, con tag, hastag e via dicendo.

Hai iniziato a usare Facebook per tenerti in contatto con amici, parenti e conoscenti, o perché ti piaceva poter ficcare impunemente il naso nelle vite altrui, o perché c’era ‘sta ragazza che non sapevi come abbordare. Qualunque sia il motivo che al tempo ti ha spinto a ormeggiare il tuo barcone sul social network, negli ultimi anni il tuo comportamento sulla piattaforma è cambiato. Ti interessa sempre meno degli altri, e sempre più di te stesso, e allora finisce che passi intere ore ad abbellire il tuo profilo, calibrando al millimetro le foto, le tag, i contatti, le menzioni, gli altisonanti status, stregato da un narcisismo a buon prezzo che, in ultima analisi, ti sta rendendo un fallito.

Quello che potrà sembrarvi un mio altezzoso giudizio sommario, è in realtà la conclusione a cui sono giunti la dottoressa Catalina Toma e i suoi colleghi della University of Wisconsin-Madison, dopo aver condotto uno studio su 159 studenti universitari.

Io lo avevo pensato stanotte, e poi stamattina ho trovato la ricerca.

Il problema non è Facebook,. ma che tutti possono scrivere, e allora chiunque si sente autorizzato a spandere conoscenza attraverso il proprio status facebook. Bisognerebbe informarli però che, non sempre, si ha l’autorità del dalai lama per proferire perle di saggezza.

 

Buona giornata, ai miei 2 lettori di stamane!

Mammitudine

Le cose non vanno mai come credi. E anche se fai delle to do list lunghe come una casa al massimo riesci a star dietro ai primi 3 punti della lista.

La primaria è cominciata, e con essi i compiti. I compiti a casa da fare, per le mamme. Primi amori, prime cotte, primi fidanzatini.

La scuola è come una palestra, prima devi conoscere gli attrezzi.

Miracolosamente ho di nuovo a che fare con la mammitudine, con la ricerca Continue reading

Caro George…

Caro picciriddo reale,

Ancora sei pargolo e già non si parla che di te.

Vittimima fosti, sei e sarai, di un girone infernale chiamato Tabloid.

Ma d’altronde che colpa ne hai.

Sei stato bravo, hai ascoltato a zia tua e sei nato in ritardo, che tutti volevano sapere quando nascevi, manco fossi il figlio dell’anticristo che portava la fine del mondo.

E poi, porello, ti sei assuppato vari “chi cazz se ne frega” all’annuncio della tua nascita.

Manco più rispetto per il picciriddo reale c’è.

Ora che io ti debba scrivere mentre amorevolmente sorseggio una Red Bull e fumo l’ennesima sigaretta, mentre so che tra una settimana devo smettere, con le sigarette e con la Red bull, perché arriva la mia picciridda reale che ha l’asma e allora non si fuma.E non si beve red bull perché se no la vuole e allora quando dorme?

E niente Giorgiù, mentre aspettiamo il tuo battesimo noi italiani siamo in mezzo alla cacca. E meno male che non ti dobbiamo fare il regalo, che al massimo ci usciva un ciuccio usato.

Sappi che noi sapremo  tutto di te, la prima scorreggia, il primo vomito, quando avrai la febbre e di che colore fai la cacca. Occhio, quindi, e  cerca di fare il picciriddo, che a fare cose da reali, come divorziare, sposarti con la tua ex baby sitter o assicutare una volpe innocente per spararle , di tempo ce n’è-

Gli arancini di Madeleine, una nuova storia da Vigata

Salve, mi chiamo Madeleine, ho ancora un’ultima cosa da fare, e abito a Bergamo. Da vecchia vorrei accanto un uomo come Andrea Camilleri. L’uomo che sa scrivere il dialetto siculo, che vi assicuro non è cosa nè semplice nè facile. Ma grazie a lui posso scrivere su Facebook di non aver capito una minchia santa, non vergognandomi. Posso dire che ho avuto la malajurnata pure a un bergamasco senza dare per scontato che non mi capisca. Insomma sentire il profumo di arance e zagara, innamorarmi del mio mare perchè conosco marinella… Confesso, sono di Vigata. Sono nata lì, a metà tra il mare e le colline, e nella mia stanza di ospedale, quando nacqui. si respirava brezza marina. E avevo un mese quando ero sdraiata col cappellino. E mettevo le tende in spiaggia e domrivo lì anche tre giorni…e facevo la pipì la mattina alle sette nell’acqua gelata. E la sera bevevo vino rubato dal frigo del nonno di un amico e da quello da mio padre. Vino delle viti Vigatesi, denso, quasi cremoso..ehm .. e alcolico. Che la vita ha dato una cosa alla mia costa: la bellezza. E la mia isola è saggia e vive di vita propria. Altrimenti Vigata non sarebbe sopravvissuta ai vigatesi e la Sicilia tutta ai Siciliani. Io sono dentro le storie di Montalbano. Capisco la lingua di Catarella e parlo quella di Mimì Augello. Mi affaccio dalla finestra e vedo, maestose, le Alpi. Ora so perchè montalbano non ha ancora sposato Lidia. Perchè nonostante a Genova ci sia il mare, non è lo stesso mare. Perchè chissà come la fanno a genova , la pasta con le sarde. Poco Fa, nel bancone della Legler ho visto un Cannolo. Mi sono innamorata delle sue forme. Era bello a vedersi, e stavo per chiedere se era “fresco”. L’ultima volta che ho mangiato un cannolo a Bologna era molliccio. Poi li ho comprati a Palermo, all’aeroporto, e li ho portati a maritome. E insieme abbiamo fatto festa. Ma ritornando al nostro buon cannolo, l’ho guardato,scrutato, come un vampiro che guarda una bella ragazzina succosa. (ehm..) Alla fine un mi piaciu n’ta facci. La ricotta era troppo bianca, e distante dalla crosta. Segno che era dentro la crosta da un po’, e che quindi la stessa si era rammollita. Ho pensato che forse io non sono altro che un Fumetto edito da Sergio Bonelli, anche lui di Vigata, o forse un malocuntu di Camilleri. Resta il fatto che ho comprato la mortadella, e ho lasciato il cannolo. Con un po’ di nostalgia. E quasi quasi visto che venerdì arriva la cucina, mi faccio gli arancini. Gli arancini di Madeleine. 🙂 Comunque sono già alla terza vita, e giammai, mi diverto da morire. E se fosse solo matrix????

Cara Kate…

Cara Kate,

               Ascoltavo disinteressatamente la radio. Ero lì, mezza rimbambita come al mio solito, con la prima red bull della giornata andata via, un leggero malessere dentale, dovuto più al pensiero del preventivo del dentista che ad altro, un venticello leggero che entrava dalla finestra, e, vicino alla red bull, un finto vetril preso al discount.

 

Che la vita di noi donne è sempre così trafficata. Fatta di colazioni in cui il caffè lo prendi col dolcificante e poi ti “catafutti” una brioche con marmellata di mirtilli, e chiudi gli occhi visualizzando una iris con la ricotta.

Perchè quando sia importante la visualizzazione, Kate, lo hai imparato anche tu.

Dice che stai partorendo con l’ipnoparto, che un vecchio ginecologo, quello della tua nonnina (ma quanti anni ha??) ti assisterà nel parto.

Che la real casa spende 6000 sterline al giorno per l’ospedale e la tua assistenza. (e gli inglesi pagano le tasse).

Insomma kate, pare, e dico, pare, che di questi tempi sei l’unica in grado di partorire.

E mentre io mi ricordo che andavo a fare i tracciati da sola, in macchina, e che poi ruppi, e dico RUPPI, le acque in piena notte, nel letto di quando ero piccina, tu sei già ricoverata, che domani è il giorno buono.

Ma te lo dissero che certe volte i bambini “pigghiano” e “lassano” giorni??

Kate, mi duole dirtelo, ma fare un figlio non è girare un film.

Che nella vita ci vuole fortuna (ok hai sposato il principe d’inghilterra, sei una specialista..) e  se un parto deve andare bene fai un fosso e ci cachi il bambino dentro. E insomma kate, con una punta d’invidia di auguro di vedere le fiammelle mentre sei ipnotizzata. E speriamo che sei femmina, che i maschi windsor portano male.

 E ti auguro pure che sto figghio prenda tutti i 10 giorni possibili. Così, i fotografi sono stremati e quando nasce non se ne accorgono.

Vabbene, katiù. dai. NNi viremmu no sfincionaru.