Madeleine e Dio, Parte 3

Tra Madeleine e Dio è sempre stato un casino.

Madeleine ha millemila vite, e millemila religioni.

Dentro una Bibbia ben fatta (e sì ve lo dico, risale al periodo evangelico in cui Madeleine per un attimo, si era fermata), con la cerniera sono conservati :

un chiama angeli fatto da lei, all’uncinetto, con tanto di campanella.

Un rosario buddista (fatto da lei)

Un rosario, in legno di rosa, donatole da un francescano.

Come vedete, un gran casino. A casa sua c’è un Presepe Peruviano e una madonna della Bolivia.

Fino a ieri portava una collana con un ciondolo di quarzo rosa, che dopo mille peripezie si è frantumato.

Stamattina, sul treno, Madeleine aveva tra le mani un libro: “GOD SAVE THE QUEER” di Michela Murgia, ed aprendo a pagina 27 legge

“Come potevo chiedermi a dieci anni chi era Dio,se non sapevo nemmeno chiedermi chi fossi io?

Ecco la storia della vita di Madeleine.

La chiacchierata è finita con un video su youtube, pescato a caso, in cui Corrado Salmè provava a darle alcune risposte.

Madeleine sa che nulla accade per caso, e che in fondo Dio è dentro di lei ed è lì che, come pollicino, lascia le mollichine affinchè Maadeleine non perda la strada.

Buona quarta vita, Madeleine.

Pablo Picasso, Buste de femme à la frange (1938).
Photo: artnet

Ti muovi in me

Vent’anni eppure è un giorno…

Manchi, ma sei sempre qui.

Dolce carezza che rivela

Tenero sorriso che illumina…

Vent’anni che vivi dentro me

Eppure è un giorno…

Vent’anni che la mia condizione non ha un nome…

Si dice vedova per chi perde il marito

Orfana, per chi perde i genitori

Ma nessun nome ne nessuna definizione

Per chi rimane madre senza un figlio…

E sono vent’anni che vivi dentro me,

silenziosa eppure urlante,

presenza discreta e totalizzante e

Forse non esiste morte…

Un nuovo inizio.

Ci sono dei momenti in cui tutto sembra avere uno strano colore. Diventa blu. Anzi no, diventa indaco.

Avrei voluto nascere con gli occhi azzurri, avrei voluto essere magra pur mangiando schifezze. E invece sono io, sempre alle prese con i vuoti affettivi e con gli abbracci lunghi. Con degli anonimi occhi castani.

 

Da piccola mi guardavo allo specchio, fisso, fin dentro gli occhi fino a vedere gli occhi blu.Ci credevo davvero. E forse dentro io sono una donna dagli occhi blu, dalle movenze un po’ eteriche.

Fuori invece porto dei pantaloni in stile mimetica,una maglia grigia e finte converse comprate dai cinesi. Non sto più di un anno nella stessa città, convinta che un giorno qualcosa cambierà

Amo Renato zero, ho una bimba bellissima che quest’anno va in prima elementare, e una bellissima bimba che da 10 anni, che sono 10 anni tra due giorni, che mi guarda dal cielo, un po’ sorridente e un po’ arcigna.

 

Sono io, e statene certi, fuori dalla rete sono molto, molto, più simpatica.